Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 08 agosto 2026, s. Domenico di Guzman

Le Figlie Spirituali
Morcaldi Cleonice

Cleonice Morcaldi nacque à San Giovanni Rotondo (Foggia) il 22 gennaio 1904, nello stesso giorno, mese ed anno in cui Padre Pio faceva a Morcone, dopo il noviziato, la professione religiosa. Conobbe Padre Pio nel 1920, prima di sostenere gli esami di stato per conseguire il diploma magistero. Da allora trovò nel venerato Padre una guida paterna sicura e forte e anche una materna perché sostituì quella di sua madre fin dal momento in cui divenne orfana. Le sue virtù e la sua devozione filiale determinarono, da parte di Padre Pio, una predilezione nei suoi confronti. Alla scuola del primo sacerdote stigmatizato la signorina Cleonice imparò a meditare, a pregare, ad amare Gesù e la Vergine Maria. Fece nelle mani del Padre crocifisso i voti di povertà, castità ed obbedienza, che rinnovò ogni anno il giorno dell'Immacolata Concezione. Annotò diligentemente alcune risposte di ordine spirituale ricevute da Padre Pio. Preparò i testi di alcuni drammi sacri che venivano rappresentati per fini benefici e per raccogliere offerte in favore della la Casa Sollievo della Sofferenza. Dopo la morte di Padre Pio divulgò ciò che aveva appresso da lui, ricevendo nella sua casa persone di ogni ceto e città. Morì il 23 febbraio 1987. Ha lasciato una raccolta di Testimonianze su Padre Pio e un Diario.

io non sono come mi ha fatto il Signore, ma sento che mi dovrei sforzare di più a fare un atto di superbia che un atto di umiltà. Perché l'umiltà è la verità, e la verità è che io sono nulla, e tutto quello che di buono è in me, è di Dio. E spesso noi sciupiamo anche quello che di buono Dio ha messo in noi. Quando vedo che la gente a me chiede qualche cosa, non penso a quello che posso dare, ma a quello che non so dare, e per cui tante anime restano sitibonde, per non aver io saputo dare loro il dono di Dio. Pensare che ogni mattina Gesù fa l'innesto di sé in noi, ci pervade tutti, ci dona tutto, dovrebbe dunque spuntare in noi il ramo o il fiore dell'umiltà. Viceversa, il Diavolo, che non può innestarsi in noi così profondamente come Gesù, ecco che fa subito germogliare i suoi virgulti di superbia. Questo non ci fa onore. Bisogna dunque combattere e sforzarci di salire. È vero: in cima non arriveremo mai senza un incontro con Dio. Per incontrarci, noi dobbiamo salire lui scendere. Ma quando non ne possiamopiù, allora, nella fermata, umiliamoci e in questa umiltà ci incontreremo con Dio, perché egli discende nel cuore umile (GB, 61)

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