Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 08 agosto 2026, s. Domenico di Guzman

I Superiori Locali
Padre Damaso da Sant'Elia a Pianisi

Al secolo Antonio Biunno, nacque il 29 novembre 1889. Uomo di preghiera, esercitò il suo sacro ministero con semplicità, umiltà, cortesia e cordialità. Educò igiovani al vecchio rigore con fare signorile. Fu superiore del convento di San Giovanni Rotondo dal26 agosto 1941 al 21 dicembre 1944. Aveva ria conosciuto Padre Pio nel 1904 quanao, dal noviziato, giunse a Sant'Elia a Pianisi. Notò subito che Fra Pio era una persona differente dagli altri: era amabile, sapeva dire sempre una parola buona e suggeriva consigli in modo molto dolce. Lo ritrovò, anni dopo, a San Marco la Catola e stette con lui qualche mese. Qui scoprì che Padre Pio, tra i vari carismi, aveva anche il dono delle lagrime. Fu testimone di alcune profezie del Servo di Dio, che puntualmente si verificarono, e di singolari gesti di carità fraterna, che annotò su nove pagine dattiloscritte dal titolo Ricordi su Padre Pio. Sopportò in continua preghiera e con lodevole pazienza, le atroci sofferenze seguite all'amputazione aegli arti inferiori. Morì a Campobasso il 6 giugno 1970.

io non sono come mi ha fatto il Signore, ma sento che mi dovrei sforzare di più a fare un atto di superbia che un atto di umiltà. Perché l'umiltà è la verità, e la verità è che io sono nulla, e tutto quello che di buono è in me, è di Dio. E spesso noi sciupiamo anche quello che di buono Dio ha messo in noi. Quando vedo che la gente a me chiede qualche cosa, non penso a quello che posso dare, ma a quello che non so dare, e per cui tante anime restano sitibonde, per non aver io saputo dare loro il dono di Dio. Pensare che ogni mattina Gesù fa l'innesto di sé in noi, ci pervade tutti, ci dona tutto, dovrebbe dunque spuntare in noi il ramo o il fiore dell'umiltà. Viceversa, il Diavolo, che non può innestarsi in noi così profondamente come Gesù, ecco che fa subito germogliare i suoi virgulti di superbia. Questo non ci fa onore. Bisogna dunque combattere e sforzarci di salire. È vero: in cima non arriveremo mai senza un incontro con Dio. Per incontrarci, noi dobbiamo salire lui scendere. Ma quando non ne possiamopiù, allora, nella fermata, umiliamoci e in questa umiltà ci incontreremo con Dio, perché egli discende nel cuore umile (GB, 61)

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