Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 08 agosto 2026, s. Domenico di Guzman

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Natale 2009

Nasci, Gesù Bambino, visita questa umanità stanca. Il tuo Natale, ricordato con tanti addobbi, un periodo di santa felicità.
Quante buone azioni, quanti doni! Ma a guardarli bene, ghirlande sorridenti di penetrante superficialità, compagna dell’indifferenza, amica stretta dell’egoismo. Allora ti accorgerai dei ripetuti e stucchevoli atteggiamenti di falsa pietà, immersa nel grande lago dei facili pianti, commedianti di commosse scenografie. Nasci, Gesù Bambino, ancora una volta, nelle piazze immense della frenesia, tanti uomini cullano l’idea del proprio tornaconto, scaldandosi ai profitti delle illusioni di tanti disperati. Nasci, Gesù Bambino, nell’oblio delle nostre paure, sterminati campi dove nasce la tristezza di non avere la forza di sperare. Ascolteranno i tuoi vagiti le folle immense degli ultimi, madri disperate che hanno visto i pargoli nati, già crocifissi sul Calvario!! Nasci nella madre di tutte le miserie della fragilità umana, nasci nella sofferenza sperduta degli angoli ciechi di chi non ha nessuno, vengono a te i nuovi pastori, forse dilaniati dai mille perché e in un solo istante tutto rifiorirà nel tripudio che non ha fine, contemplando il presepe della nostra esistenza e tutto non sarà stato vano.

Ufficio Pellegrinaggi
Natale 2009

io non sono come mi ha fatto il Signore, ma sento che mi dovrei sforzare di più a fare un atto di superbia che un atto di umiltà. Perché l'umiltà è la verità, e la verità è che io sono nulla, e tutto quello che di buono è in me, è di Dio. E spesso noi sciupiamo anche quello che di buono Dio ha messo in noi. Quando vedo che la gente a me chiede qualche cosa, non penso a quello che posso dare, ma a quello che non so dare, e per cui tante anime restano sitibonde, per non aver io saputo dare loro il dono di Dio. Pensare che ogni mattina Gesù fa l'innesto di sé in noi, ci pervade tutti, ci dona tutto, dovrebbe dunque spuntare in noi il ramo o il fiore dell'umiltà. Viceversa, il Diavolo, che non può innestarsi in noi così profondamente come Gesù, ecco che fa subito germogliare i suoi virgulti di superbia. Questo non ci fa onore. Bisogna dunque combattere e sforzarci di salire. È vero: in cima non arriveremo mai senza un incontro con Dio. Per incontrarci, noi dobbiamo salire lui scendere. Ma quando non ne possiamopiù, allora, nella fermata, umiliamoci e in questa umiltà ci incontreremo con Dio, perché egli discende nel cuore umile (GB, 61)

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