Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 28 gennaio 2026, s. Tommaso d'Aquino

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QUARESIMA 2015

       Carissimi fratelli e sorelle,

con il mercoledì delle Ceneri inizia il tempo liturgico della Quaresima, che non è il tempo della tristezza, ma quello che apre, mediante le opere di carità, la preghiera e la penitenza (cfr. Mt 6,18), alla conversione autentica del cuore e alla gioia piena della resurrezione di Cristo Gesù, nostra pasqua.

Nel contesto di quest’anno liturgico, che va a determinare la seconda tappa dell’itinerario pastorale del nostro Santuario nel quadriennio 2013-2017, la Quaresima evidenzierà ulteriormente l’orizzonte salvifico dell’opera redentrice di Cristo per mezzo della croce.

Ancora di più e meglio risuoneranno nel nostro cuore le parole che Padre Pio scrisse in una lettera al suo padre spirituale, p. Agostino, nel lontano 1913: «Sì, io amo la croce, la croce sola; l’amo perché la vedo sempre alle spalle di Gesù» (Epist. I, p. 335). Proprio dal venerato Confratello, che ha fatto della croce l’unico suo vessillo e l’unico suo sostegno (cfr. Epist. I, p. 829), vogliamo apprendere e sperimentare l’arte del vero discepolato cristiano e l’esercizio della carità, per essere anche noi uomini e donne di fede, che edificano con la testimonianza quotidiana il Regno di Dio.

Approfittiamo, dunque, carissimi amici, di questo tempo. Apriamoci alla Parola che salva; lasciamo che lo Spirito Santo agisca dentro di noi, fino a trasformare i nostri cuori di pietra in cuori di carne, cioè capaci di palpitare di gioia e di amore.

Se nei prossimi giorni sarai presso i luoghi di san Pio, non dimenticarti di preparare la tua sosta e il tuo tempo: c’è un itinerario spirituale anche per te, che ti aiuterà a vivere l’esperienza del pellegrinaggio come una vera opportunità di rinnovamento interiore.

Buon cammino verso la Pasqua!

Fr. Francesco Dileo

rettore

 

 

 



"Finchè hai paura non peccherai". "Sarà, padre, ma soffro tanto". "Sicuro che si soffre, però bisogna confidare, vi è il timore di DIO e il timore di Giuda. La troppa paura ci fa operare senza l'amore, e la troppa confidenza non ci fa considerare e temere il pericolo che dobbiamo superare. L'una deve dare una mano all'altra e andare insieme come due sorelle. Così bisogna sempre fare, poiché se ci accorgiamo di avere paura o di temere troppo dobbiamo allora ricorrere alla confidenza, se confidiamo eccessivamente, dobbiamo invece avere un po' di timore, perché l'amore tende all'oggetto amato, ma nell'avanzare è cieco, non vede, ma la santa paura lo illumina ( AdFP, 548 ).

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