Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 08 agosto 2026, s. Domenico di Guzman

Le Figlie Spirituali
Campanile Nina

Nina Campanile nacque a San Giovanni Rotondo (FG) l'8 settembre 1893. Conseguì il diploma magistrale e insegnò nelle scuole elementari del paese. Il 5 ottobre 1916, accompagnata dalla collega Vittorina Ventrella, si recò da Padre Pio per chiedergli se il fratello Pasqualino, morto sul fronte il 16 settembre di quell'anno, si era o meno salvato. Padre Pio, come lei stessa scrisse in un quaderno di Memorie, le rispose: «Se la misericordia di Dio si dovesse pesare da quel che voi pensate, gli uomini sarebbero tutti all'inferno. È salvo, sì, e ha bisogno di suffragi». Da quel giorno divenne discepola e figlia spirituale del «monaco santo». Fu destinataria di una meravigliosa lettera che il venerato Padre le inviò mentre faceva un corso di esercizi spirituali, nel mese di novembre del 1922, nella quale rivelò le sue lotte interiori prima di entrare nel chiostro, il suo amore per la vita consacrata «sotto la bandiera del Poverello d'Assisi», e la «missione grandissima» affidatagli da Dio» (cf. Epist. III, 1005-1010). Nina, su consiglio di Padre Pio, emise il voto di castità e lo rinnovò ogni anno nel giorno dell'Immacolata. Visse una vita santa, frequentò assiduamente i sacramenti e si raffinò spiritualmente nella sofferenza. Morì, a 95 anni, il 9 gennaio 1989.

io non sono come mi ha fatto il Signore, ma sento che mi dovrei sforzare di più a fare un atto di superbia che un atto di umiltà. Perché l'umiltà è la verità, e la verità è che io sono nulla, e tutto quello che di buono è in me, è di Dio. E spesso noi sciupiamo anche quello che di buono Dio ha messo in noi. Quando vedo che la gente a me chiede qualche cosa, non penso a quello che posso dare, ma a quello che non so dare, e per cui tante anime restano sitibonde, per non aver io saputo dare loro il dono di Dio. Pensare che ogni mattina Gesù fa l'innesto di sé in noi, ci pervade tutti, ci dona tutto, dovrebbe dunque spuntare in noi il ramo o il fiore dell'umiltà. Viceversa, il Diavolo, che non può innestarsi in noi così profondamente come Gesù, ecco che fa subito germogliare i suoi virgulti di superbia. Questo non ci fa onore. Bisogna dunque combattere e sforzarci di salire. È vero: in cima non arriveremo mai senza un incontro con Dio. Per incontrarci, noi dobbiamo salire lui scendere. Ma quando non ne possiamopiù, allora, nella fermata, umiliamoci e in questa umiltà ci incontreremo con Dio, perché egli discende nel cuore umile (GB, 61)

Ultime Notizie

Santa Chiara d'Assisi 2026

Monastero della Resurrezione - Clarisse Cappuccine - San Giovanni Rotondo

Giornata del Ringraziamento

martedì 28 luglio 2026

Fr. Francesco Dileo riconfermato ministro provinciale.

Fr. Francesco Dileo da Cerignola (FG), è stato riconfermato ministro…