Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 08 août 2026, s. Domenico di Guzman

Santuario
Le Sanctuaire Sainte Marie des Graces

Déjà au début des années 20 on assiste à une toujours plus nombreuse croissance de pèlerins qui montent sur le mont Gargano, il en est évident à tous l'inadéquation de la petite église Sainte Marie des Grâces à gérer ce «peuple besogneux» (autant que Padre Pio devra nécessairement maintes fois célébrer à l'extérieure), mais les travaux pour le Sanctuaire ne commencèrent qu'en 1956. L'église prend forme sous la direction attentive de l'architecte Giuseppe Gentile de Boiano, et consacrée le 1° juillet 1959. Elle compte trois nefs, la centrale est dominée de l'imposante mosaïque, de l'école vaticane, représentant l'icône de la Vierge des Grâces dans la gloire des anges et saint Pio, intermédiaire entre Marie et l'humanité souffrante.

Au-dessus du chœur, un nouvel autel consacré le 13 décembre 2008, remplace celui où padre Pio a célébré l'eucharistie depuis 1959 jusqu'au 22 septembre 1968. L'ancienne table eucharistique a été «enchâssée», comme une pierre précieuse, dans l'autel majeur, à la base du tabernacle.

Les nefs latérales sont enrichies de 9 petits autels, notamment de la statue en bois de la Vierge des Grâces et de deux mosaïques représentants saint Jean-Paul II et sainte Thérèse de Calcutta, dotés d'une correspondantes reliques.

io non sono come mi ha fatto il Signore, ma sento che mi dovrei sforzare di più a fare un atto di superbia che un atto di umiltà. Perché l'umiltà è la verità, e la verità è che io sono nulla, e tutto quello che di buono è in me, è di Dio. E spesso noi sciupiamo anche quello che di buono Dio ha messo in noi. Quando vedo che la gente a me chiede qualche cosa, non penso a quello che posso dare, ma a quello che non so dare, e per cui tante anime restano sitibonde, per non aver io saputo dare loro il dono di Dio. Pensare che ogni mattina Gesù fa l'innesto di sé in noi, ci pervade tutti, ci dona tutto, dovrebbe dunque spuntare in noi il ramo o il fiore dell'umiltà. Viceversa, il Diavolo, che non può innestarsi in noi così profondamente come Gesù, ecco che fa subito germogliare i suoi virgulti di superbia. Questo non ci fa onore. Bisogna dunque combattere e sforzarci di salire. È vero: in cima non arriveremo mai senza un incontro con Dio. Per incontrarci, noi dobbiamo salire lui scendere. Ma quando non ne possiamopiù, allora, nella fermata, umiliamoci e in questa umiltà ci incontreremo con Dio, perché egli discende nel cuore umile (GB, 61)