Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 18/08/2019, s. Elena

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Santo Natale 2014

Carissimi fratelli in Cristo e devoti di San Pio,
è prossima la ricorrenza della nascita umana del Figlio di Dio, il Messia
promesso e atteso dagli antichi Padri il quale entra nella storia dell’uomo
nel silenzio, visitato soltanto da umili pastori avvertiti da spiriti celesti.
È una nascita avvenuta nel silenzio per insegnarci a guardare con
circospezione le lusinghe degli onori del mondo, ed è avvenuta in povertà
per farci capire che le ricchezze terrene non sono frutto dell’amore.
Dall’Epistolario di Padre Pio leggiamo: “Povertà, umiltà, abiezione, disprezzo,
circondano il Verbo fatto carne; ma noi, dall’oscurità in cui questo Verbo fatto carne è avvolto, comprendiamo
una cosa, udiamo una voce, intravediamo una sublime verità: tutto questo l’hai fatto per amore, e non c’inviti che all’amore,
non ci parli che di amore, non ci dai che prove di amore” (Ep. IV, 1008).
Per cambiare la nostra esistenza, il bambino Gesù sceglie di nascere in umiltà e povertà in opposizione agli atteggiamenti
umani, invitandoci a divenire “bambini nello spirito” per iniziare un nuovo cammino che porta ad amare, comunicare,
essere capiti e capire. È il cammino dei pastori di Betlemme i quali nel silenzio e nella semplicità dei loro
cuori hanno ascoltato la voce di Dio che invita all’amore e dà prove d’amore.
Ascoltiamo dunque il messaggio che giunge dal cielo accogliendo il bambino Gesù con un cuore nuovo, svuotato
della superbia, avarizia e vanità i cui effetti sono la violenza, il desiderio di possedere sempre più ricchezze materiali
ed il potere, ossia mali causati dal peccato che affliggono il mondo.
Sempre Padre Pio nell’Epistolario scrive: “Il celeste Bambino […] manca di tutto perché noi apprendiamo da lui la rinunzia
dei beni e degli agi terreni; egli si compiace di umili e poveri adoratori per invogliarci ad amare la povertà e preferire
la compagnia dei piccoli e dei semplici a quella dei grandi del mondo. […] Offriamogli tutto il nostro cuore senza
riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti che giungono a noi dalla grotta di Betlemme, che ci predicano essere
tutto quaggiù vanità delle vanità, non altro che vanità” (Ep. IV, 1009).
Il celeste Bambino rigeneri i nostri cuori affinché con l’aprirli alla misericordia, comprensione
e amore, portino nel mondo una parola di speranza che sappia vincere
lo scetticismo, la paura, la solitudine del tempo attuale, e per farlo a volte basta
un atto d’affetto, un sorriso, un sincero augurio di buon Natale, semplici gesti
che accendono una piccola luce che, come nella capanna del presepe,
rischiara le tenebre circostanti.
Ringraziandovi per la generosa partecipazione alle nostre opere, auguriamo
buon Santo Natale e un felice Anno Nuovo a voi,
alle vostre famiglie e a tutte le persone che vi sono care.
I Frati Cappuccini

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Sii sempre e in tutto umile, serbando sempre gelosamente la purezza del tuo corpo e del tuo cuore, perché desse sono le tue ali che ci elevano sino a Dio e quasi ci divinizzano (FM, 168)

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