Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 09 giugno 2026, ss. Primo e Feliciano

Gli altri luoghi
Campobasso

La città di Campobasso, capoluogo di provincia e di regione del Molise, è situata 786 metri sopra il livello del mare e conta circa 50.000 abitanti.
L'origine sembra ricondurre ai secoli VIII e X, quando si ha già notizia dell'esistenza di 2 borghi, Campus de Prata e Campus bassus, dove la parte più antica è situata sulle pendici di un colle ed è dominata dal Castello Monforte, mentre la parte nuova si estende in pianura.
Grando sviluppo urbano si ebbe sotto gli Angioini e gli Aragonesi, continuando per i secoli successivi. Dal punto di vista economico la città è caratterizzata prevalentamente dal settore agricolo e dall'allevamento del bestiame, ma troviamo anche delle industrie artigianali per la lavorazione di lame d'acciaio che hanno origini molto antiche, in quanto l'arte spadaria del luogo è documentata già nel '300.

Informazioni utili
Come raggiungerci »

Come arrivare
CAMPOBASSO si raggiunge con autobus di linea SITA.
Per gli orari consultare il sito www.sitabus.it

Telefoni utili
Convento S.Maria del Monte - 0874 311486 - www.madonnadelmonte.it
Municipio Centralino - 0874 4015
Vigili Urbani - 0874 49521
Carabinieri - 0874 4901
Farmacia Comunale 1 - 0874 310270
Farmacia Comunale 2 - 0874 66811
Farmacia Comunale 3 - 087465873

Convento
La data di fondazione della chiesa "S.Maria del Monte" non si conosce e si ritiene sorta per sepoltura di famiglie feudatarie.
Il santuario viene affidato ai Cappuccini il 25 maggio 1905 affinché rispondesse sempre meglio al culto e alle esigenze spirituali dei fedeli.
Da giovane professo, nel 1905, Padre Pio si recò al santuario del Monte di Campobasso per aiutare nelle sacre funzioni.
Nell'ottobre 1909, fra Pio, la cui malferma salute richiedeva aria salubre e montana, fu mandato al santuario del Monte, posto ad una altitudine di 800 metri.


Amo Gesù per la sua grandezza divina, per la sua potenza nel cielo e sulla terra, per i suoi meriti infiniti ma anche e soprattutto per ragioni di gratitudine. Se egli fosse stato con noi meno buono, piu severo; quanto meno avremmo peccato!... Ma il peccato, quando è seguito dal dolore profondo di averlo commesso, dal proponimento leale di non ripeterlo più, dalla sensazione viva del gran male che con esso abbiamo arrecato alla misericordia di DIO; quando, lacerate le più dure fibre del cuore, riesce a far scaturire da queste lacrime cocenti di pentimento e di amore, il peccato stesso, figliuolo mio, diventa allora un gradino che ci avvicina, che ci innalza, che più sicuramente ci conduce a lui (GF,171).

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