Convento Santuario di San Pio da Pietrelcina, 23/02/2018, s. Policarpo di Smirne

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San Giovanni Rotondo
La storia più recente della città di San Giovanni Rotondo coincide con quella del Convento e di Padre Pio da Pietrelcina, giuntovi il 28 luglio 1916. Qui, da allora al 23 settembre 1968, visse e morì Padre Pio da Pietrelcina. La città di San Giovanni Rotondo fu fondata nel 1095 sulle rovine di un preesistente villaggio del IV secolo a.C., di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare (l'epiteto "Rotondo" deriva proprio da questo) che anticamente era destinato al culto di Giano, Dio bifronte, e in seguito fu consacrato a San Giovanni Battista. Adagiata in una bella valle quasi a 600 metri di altezza, San Giovanni Rotondo si presenta ampia, coi tetti rossi, ben distribuita su tutti i versanti.
Come Raggiungerci

In auto
A14, (da Nord) uscita a San Severo, proseguire per la SS 272 per San Giovanni Rotondo
A14, (da Sud) uscita Foggia - superstrada 89 in direzione di Manfredonia, bivio per San Giovanni Rotondo
A16, uscita Candela e proseguire per la superstrada 89 in direzione di Manfredonia, bivio San Giovanni Rotondo

In aereo
Aeroporti più vicini:
Aeroporto di Foggia - www.aeroportidipuglia.it
"Aeroporto civile - Gino Lisa"

Aeroporti di Roma - www.adr.it
"Leonardo da Vinci-Fiumicino"
"G.B. Pastino-Ciampino"

Aeroporto di Napoli - www.gesac.it
"Aereoporto Internazionale di Capodichino"

Aeroporto di Pescara - www.abruzzo-airport.it
"Aereoporto Internazionale d'Abruzzo"

Aeroporto di Bari - www.aeroportidipuglia.it
"Aereoporto Internazionale Karol Wojtyla"

Aeroporti di Milano - http://www.sea-aeroportimilano.it
"Aereoporto Internazionale Malpensa"
"Aereoporto Internazionale Linate"

In treno
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Foggia.
per gli orari consultare il sito www.ferroviedellostato.it

In autobus
con i mezzi delle Autolinee Sita (0881/773117)
per gli orari consultare il sito www.sitabus.it


La ragione vera per cui non provi, o meglio non sempre riesci a far bene le tue meditazioni, io la ritengo in questo e non mi sbaglio. Tu ti accosti a meditare con una certa specie di alterazione, congiunta con una grande ansietà, di trovare qualche oggetto che possa far rimanere contento e consolato il tuo spirito; e questo basta per fare che tu non trovi mai quel che cerchi e non posi la tua mente nella verità che mediti ed il tuo cuore vuoto di affetti. Figlia mia, sappi che quando uno cerca con gran fretta ed avidità una cosa perduta, la toccherà con le mani, la vedrà con gli occhi cento volte, e non se ne accorgerà mai. Da questa vana ed inutile ansietà non te ne può derivare altro che una grande stanchezza di spirito ed impossibilità di mete, di fermarsi sull'oggetto che tiene presente; e da questo poi, come da sua propria causa, una certa freddezza e stupidità dell'anima specificatamente nella sua parte affettiva. Non conosco altro rimedio al riguardo all'infuori di questo: uscire da questa ansietà, perché essa è uno dei maggiori traditori che la virtù e la soda devozione possa mai avere; finge di riscaldarsi al bene operare, ma non lo fa se non per raffreddarsi e ci fa correre per farci inciampare ( FdL, 67 ).

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